N 23/2016 TASSO INTERESSE LEGALE DAL 01 GENNAIO 2017

COMUNICATO N. 23/2016

TASSO INTERESSE LEGALE DAL 01 GENNAIO 2017

Dal 1 gennaio 2017 il tasso di interesse legale è ridotto dallo 0.2% al 0.1% in ragione d’anno.

L riduzione del tasso di interesse comporterà una riduzione deli interessi in caso di ravvedimento operoso per regolarizzare, gli omessi o tardivi versamenti del 2016, nel 2017. Gli interessi legali, si dovranno applicare le due misure, dello 0,2% fino al 31 dicembre 2016 e dello 0,1% dal 1° gennaio 2017.

Il tasso legale si utilizza anche per il calcolo degli interessi per il versamento rateale delle somme dovute per effetto:

- dell’adesione agli inviti al contraddittorio, ai sensi dell’art. 5 del D. Lgs. 218/97,

- dell’adesione ai processi verbali di constatazione, ai sensi dell’art. 5-bis del D Lgs. 218/97,

- dell’accertamento con adesione, ai sensi dell’art. 8 del D Lgs. 218/97,

- dell’acquiescenza all’accertamento, ai sensi dell’art. 15 del D Lgs. 218/97,

- della conciliazione giudiziale, ai sensi dell’art. 48 del D Lgs 546/92,

Per quanto riguarda l’accertamento con adesione, si ricorda che la circ. dell’Agenzia delle Entrate n. 28/2011 ha chiarito che la misura del tasso legale va determinata con riferimento all’anno in cui viene perfezionato l’atto di adesione, restando costante anche se il versamento delle rate si protrae negli anni successivi Questo significa che in caso di adesione perfezionata entro il 31 dicembre 2016, cioè con il primo pagamento eseguito entro tale data, gli interessi saranno sempre dovuti nella misura dello 0,2% annuo, anche se il versamento delle rate si protrae negli anni successivi. Per contro, se il contribuente perfeziona l’adesione dopo il 31 dicembre 2016, potendo eseguire il versamento nei primi giorni del 2017, gli interessi saranno sempre dovuti nella misura dello 0,1% annuo.

Giova ricordare che la riduzione del tasso legale non ha rilevanza per la rateizzazione dell’imposta sostitutiva dovuta per la rideterminazione del costo o valore di acquisto delle partecipazioni non quotate e dei terreni, ai sensi, rispettivamente, degli artt. 5 e 7 della L. 448/2001 (Finanziaria 2002) e successive modifiche e integrazioni. In tal caso gli interessi dovuti per la rateizzazione rimangono fermi al 3%, perché tale misura non è collegata al tasso legale.

Tabella dell’andamento del tasso di interesse legale

Decorrenza

Tasso

Fino al 15.12.1990

5%

Dal 16.12.1990 al   31.12.1996

10%

Dal 1.1.1997 al 31.12.1998

5%

Dal 1.1.1999 al 31.12.2000

2,5%

Dal 1.1.2001 al 31.12.2001

3,5%

Dal 1.1.2002 al 31.12.2003

3%

Dal 1.1.2004 al 31.12.2007

2,5%

Dal 1.1.2008 al 31.12.2009

3%

Dal 1.1.2010 al 31.12.2010

1%

Dal 1.1.2011 al 31.12.2011

1,5%

Dal 1.1.2012 al 31.12.2013

2,5%

Dal 1.1.2014 al 31.12.2014

1,00 %

Dal 1.1.2015 al 31.12.2015

0,5%

Dal 1.1.2016 al 31.12.2016

0,2%

Dal 1.1.2017

0,1%

SalutiDott. Alberto DonatoStudio Donato - Gottardelli commercialisti associati
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N 22/2016 NUOVI CODICI TRIBUTO PER GLI AVVOCATI

COMUNICATO N. 22/2016

CODICE TRIBUTO PER GLI AVVOCATI

La Risoluzione n. 113 del 07/12/2016 ha istituito il codice tributo 6868 per la compensazione dei crediti da parte degli avvocati ammessi al patrocinio a spese dello Stato, dei crediti per spese, diritti e onorari spettanti.

Gli avvocati che vantano crediti per spese, diritti e onorari di avvocato, sorti ai sensi degli artt. 82 e ss. del DPR 115/2002, in qualsiasi data maturati e non ancora saldati, per i quali non è stata proposta opposizione ai sensi dell’art. 170 del medesimo DPR, sono ammessi alla compensazione con quanto da essi dovuto per ogni imposta e tassa, compresa l’IVA, nonché al pagamento dei contributi previdenziali per i dipendenti mediante cessione, anche parziale, dei crediti entro il limite massimo pari all’ammontare dei crediti stessi, aumentato dell’IVA e del contributo previdenziale per gli avvocati (CPA).

I crediti sono utilizzati se sono:

1) liquidati dall’autorità giudiziaria con decreto di pagamento,

2) non risultano pagati, neanche parzialmente

3) avverso il relativo decreto di pagamento non è stata proposta opposizione

4) se in relazione ad essi è stata emessa la fattura elettronica, ovvero fattura cartacea registrata sulla piattaforma elettronica di certificazione.

Attraverso la piattaforma elettronica di certificazione, con riferimento a ciascuna fattura elettronica ovvero cartacea registrata, il creditore deve esercitare l’opzione – esclusivamente per l’intero importo della fattura – per l’utilizzo del credito in compensazione e dichiarare la sussistenza dei requisiti. Tale opzione nel 2016 poteva essere esercitata dal 17 ottobre al 30 novembre; dal 2017, invece, dal 1° marzo al 30 aprile di ciascun anno.

La risoluzione ricorda che i crediti riconosciuti possono essere utilizzati, a partire dal 5° giorno successivo alla trasmissione all’Agenzia delle Entrate, da parte della piattaforma elettronica di certificazione, dei dati dei crediti ammessi alla procedura di compensazione.

Infine, i crediti possono essere utilizzati in compensazione presentando il modello F24 esclusivamente attraverso i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate (Entratel/fisconline) non è ammesso il pagamento tramite home-banking, nei limiti dell’importo comunicato dalla piattaforma, pena lo scarto del modello F24.

Il codice tributo da utilizzare in F 24 è il “6868” il codice tributo deve essere indicato nella sezione “Erario”, in corrispondenza delle somme indicate nella colonna “importi a credito compensati”, ovvero, nei casi in cui il contribuente debba procedere al riversamento del credito, nella colonna “importi a debito versati”. Il campo “anno di riferimento”, è valorizzato con l’anno di ammissione del credito alla procedura di compensazione, nel formato “AAAA”.

N 21/2016 NUOVI CODICI TRIBUTO DAL 1 GENNAIO 2017

COMUNICATO N. 21/2016

NUOVI CODICI TRIBUTO DAL 1 GENNAIO 2017

Nella tabella allegata sono riportati i nuovi codici tributo che dovranno essere utilizzati dal 1 gennaio 2017.

In particolare si segnala che:

- il codice 1038 ritenute sulle provvigioni confluisce nel codice 1040 che sarà utilizzato sia per le ritenute su provvigioni che per le ritenute sui redditi di lavoro autonomo;

- codice 1004 ritenute sui redditi assimilati lavoro dipendente diventa codice 1001.


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N 20/2016 ACQUISTO BENI E SERVIZI INTRACEE

COMUNICATO N. 20/2016

ACQUISTI BENI/SERIVZI INTRACEE/REVERSE CHARGE  DA PARTE DI SOGGETTI FORFETTARI

ACQUISTO BENI CEE

In caso di acquisto di beni provenienti da un altro Paese Ue, con superamento della soglia annuale di 10mila euro, l’operazione, ancorché realizzata da un contribuente forfettario, assume la qualifica di acquisto intracomunitario.

Il cessionario è pertanto obbligato a iscriversi al Vies, a integrare la fattura ricevuta e a versare l’Iva entro il giorno 16 del mese successivo all’acquisto. In tale circostanza, è inoltre obbligatoria la presentazione degli elenchi Intrastat.

Se il forfettario effettua acquisti CEE di beni per importo inferiore ad € 10.000 annui NON deve fare nulla non integra la fattura cee non presenta Intrastat.

CESSIONI DI BENI CEE

Il forfettario non compie operazioni di cessione di beni cee per cui se effettua cessioni di beni intracee emette fattura indicando “NON COSTITUISCE CESSIONE INTRACEE DI BENI AI SENSI DELL’ART 41, COMMA 2 BIS DL 331/1993”, non deve iscriversi al Vies, non presenta modello intrastat.

ACQUISTO/PRESTAZIONI DI SERVIZI CEE

Nel caso di acquisti di servizi cee i forfettari sono sempre obbligati ad: - iscrizione al Vies; - ad integrare l’IVA del fornitore cee di servizi, versare l’IVA in quanto l’IVA in acquisto è indetraibile,- presentare il modello intrastat.

Nel caso di servizi resi dal forfettario a soggetto passivo cee il contribuente forfettario dovrà: - iscriversi al Vies; - indicare in fattura “Escluso iva art 7/ter DPR 633/1972” - presentare il modello intrastat.

ACQUISTI BENI/SERVIZI IN REVERCE CHARGE (circolare Agenzia Entrate n. 14 del 27.03.2015)

Nel caso di acquisti soggetti a reverse charge (fatture manutenzione caldaie, impianti elettrici...in cui è scritto soggetta a inversione contabile o reverse charge) i forfettari sono debitori di imposta per cui devono emettere autofattura e non potendo detrarre l’IVA sugli acquisti sono obbligati a versare, entro il 16 del mese successivo, l’Iva a debito dell’autofattura emessa.

Siccome la determinazione del reddito dei forfettari non considera minimamente i costi essendo lo stesso determinato come una % fissa dei ricavi si consiglia di NON FARE MAI ACQUISTI UTILIZZANDO LA P IVA.

I soggetti forfettari che effettuano acquisti con utilizzo della P IVA devono, OGNI MESE, consegnare le fatture di acquisto e vendita presso lo Studio.

SalutiDott. Alberto DonatoStudio Donato - Gottardelli commercialisti associati
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N 19/2016 VERSAMENTO SALDO IMU E TASI 16 12 2016

COMUNICATO N. 19/2016

VERSAMENTO SALDO IMU E TASI 16.12.2016

Per il calcolo del saldo IMU e TASI che dovrà essere versato entro il 16.12.2016 si richiede ai signori Clienti, che già non lo abbiano fatto, di comunicare allo Studio le

variazioni intervenute nel corso del 2016 in relazione al possesso/detenzione di immobili e/o terreni. Quali ad esempio:

- acquisti e vendite fabbricati /terreni (inviare copia dell' atto notarile);

- successioni in corso con passaggio di fabbricati /terreni;

- cambi di accatastamento o cambi di rendita;

- cambio di destinazione dei terreni da agricoli a fabbricabili;

- per le aree fabbricabili il valore venale / commerciale al 1.1.2016;

- separazioni in cui la casa coniugale, di proprietà, sia assegnata al ex coniuge;

- nuove locazione di immobili precedentemente a disposizione (si ricorda che la TASI è pagata in parte dall'inquilino);

- cessazione di contratti di locazione con immobile che è rimasto sfitto;

- contratti di comodato con cui i genitori hanno concesso immobili di proprietà ai figli;

ogni altra variazione relativa a immobili e /o terreni.

Verona 30 novembre 2016

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N 18/2016 ALIQUOTA IVA DISTRIBUTORI AUTOMATICI A CIALDE

COMUNICATO N. 18/2016

ALIQUOTA IVA DISTRIBUTORI AUTOMATICI A CIALDE

La Risoluzione dell’Agenzia delle Entrate n. 103 del 17.11.2016 ha affrontato il problema dell’aliquota IVA da applicare alla cessione delle cialde per le somministrazione di alimenti / bevande mediante distributori automatici.

Premesso che attualmente la somministrazione di alimenti / bevande tramite distributori automatici è soggetta ad IVA 10%.

La Risoluzione precisa che l’aliquota 10% si applica solo nel caso di somministrazione di alimenti/bevande che esiste solo se la cessione delle capsule/cialde è effettuata nei confronti dei clienti che utilizzano i distributori a capsule/cialde dalla stessa società fornitrice che ha ceduto il distributore in noleggio/comodato gratuito.

E’ quindi necessario che il contratto di comodato/noleggio del distributore automatico e le fatture di fornitura delle capsule/cialde siano intestate allo stesso fornitore, in caso contrario non si applica l’Iva al 10% ma l’aliquota propria dei beni ceduti.

Rispettato quanto premesso l’aliquota IVA dipende dal soggetto acquirente:

* cessione verso l’effettivo utilizzatore della capsule/cialde IVA 10%;

* cessione al datore di lavoro per il consumo proprio o dei collaboratori IVA al 10%. La Risoluzione precisa che l’IVA al 10% per l’acquisto di capsule/cialde è indetraibile;

* verso soggetti diversi da chi utilizza le capsule/cialde non configurandosi somministrazione di alimenti e bevande ma cessione di beni si applica l’aliquota IVA del singolo prodotto ceduto.

Verona 21 novembre 2016

N 17/2016 VOUCHER

COMUNICATO N. 17/2016

VOUCHER – MINITERO DEL LAVORO NOTA 2.11.2016 FAQ SUI VOUCHER

Si riportano i chiarimenti forniti dal Ministero del lavoro sul nuovo adempimenti della comunicazione preventiva per i voucher.

Occorre evidenziare che i chiarimenti sono stati forniti sotto forma di risposte a 10 quesiti:

1. Nelle ipotesi in cui il prestatore di lavoro accessorio svolga l’attività per tutta la settimana dal lunedì al venerdì i committenti non agricoli o professionisti devono effettuare la comunicazione alla sede territoriale competente dell’Ispettorato nazionale del lavoro per ciascun singolo giorno ovvero possono effettuare un'unica comunicazione?

Nelle ipotesi in cui il prestatore svolga l’attività per l’intera settimana, i datori di lavoro non agricoli possono effettuare una sola comunicazione con la specifica indicazione delle giornate interessate, del luogo e dell’ora di inizio e fine della prestazione di ogni singola giornata.

2. I datori di lavoro agricoli come devono effettuare la comunicazione?

La comunicazione per i datori di lavoro agricoli presenta contenuti parzialmente diversi rispetto a quella degli altri committenti. Può essere effettuata con riferimento ad un arco temporale “fino a tre giorni” e non è necessario comunicare gli orari di inizio e fine dell’attività.

3. Per il prestatore che svolge l’attività in un’unica giornata ma con due fasce orarie differenziate – ad esempio dalle 11:00 alle 15:00 e dalle 18:00 alle 24:00 – occorre effettuare due comunicazioni distinte oppure risulta sufficiente un’unica comunicazione?

È sufficiente effettuare u n’unica comunicazione con la specificazione degli orari in cui il lavoratore è impegnato in attività lavorativa.

4. Le variazioni e/o modifiche devono essere comunicate almeno sessanta minuti prima delle attività cui si riferiscono?

La variazione della comunicazione già effettuata va comunicata almeno 60 minuti prima delle attività cui si riferiscono. Più in particolare, a titolo esemplificativo, è possibile individuare le seguenti ipotesi:

- se cambia il nominativo del lavoratore: almeno 60 minuti prima dell’inizio della attività lavorativa;

- se cambia il luogo della prestazione: almeno 60 minuti prima dell’inizio della attività lavorativa presso il nuovo luogo della prestazione;

- se si anticipa l’orario di inizio della prestazione: almeno 60 minuti prima del nuovo orario;

- se si posticipa l’orario di inizio della prestazione: entro 60 minuti prima del nuovo orario;

- se il lavoratore prolunga il proprio orario di lavoro rispetto a quanto già comunicato: prima dell’inizio dell’attività lavorativa ulteriore;

- se il lavoratore termina anticipatamente l’attività lavorativa: entro i 60 minuti successivi;

- se il lavoratore non si presenta: entro i 60 minuti successivi all’orario di inizio della prestazione già comunicata.

5. La mancata comunicazione delle variazione viene sanzionata con la medesima sanzione prevista per la mancata comunicazione?

Ogni variazione e/o modifica che comporta una violazione dell’obbligo di comunicare entro 60 minuti dall’inizio della prestazione il nome, il luogo e il tempo di impiego del lavoratore si risolve in una mancata comunicazione di cui all’articolo 49, comma 3, penultimo periodo, del decreto legislativo n. 81 del 2015 e dà luogo, pertanto, all’applicazione della relativa sanzione.

6. Nelle ipotesi in cui non siano state effettuate né la dichiarazione di inizio di attività da parte del committente nei confronti dell’INPS né la comunicazione alla sede territoriale competente dell’Ispettorato nazionale del lavoro si procede esclusivamente con il provvedimento di maxi sanzione per lavoro “nero” oppure occorre contestare anche la mancata comunicazione?

Si procede esclusivamente con la contestazione della maxi sanzione per lavoro nero in quanto la mancata comunicazione risulta assorbita dalla prima.

7. I soggetti che, pur in possesso di partita IVA non sono imprenditori (P.A., ambasciate, partiti, associazioni sindacali, ONLUS ecc.) devono effettuare la comunicazione alla DTL competente per territorio?

No. I soggetti indicati e gli altri soggetti che non rientrano nella nozione di imprenditore o professionista non sono tenuti ad effettuare la comunicazione all'Ispettorato nazionale del lavoro, ma provvedere esclusivamente alla dichiarazione di inizio di attività nei confronti dell’INPS.

8. La comunicazione può essere effettuata da un consulente del lavoro o altro professionista abilitato per conto dell'impresa?

Sì. I consulenti del lavoro e gli altri professionisti abilitati ai sensi della L. n. 12/1979 possono effettuare le comunicazioni in questione per conto dell'impresa ferma restando, come richiesto dalla circ. n. 1/2016 dell'Ispettorato nazionale del lavoro, l'indicazione anche nell'oggetto della e-mail del codice fiscale e della ragione sociale dell'impresa utilizzatrice dei voucher.

9. Ogni comunicazione deve riguardare un singolo lavoratore al massimo?

No, le comunicazioni possono riguardare cumulativamente anche una pluralità di lavoratori, purché riferite allo stesso committente e purché i dati riferiti a ciascun lavoratore siano dettagliatamente ed analiticamente esposti.

10. Qual è la sede competente dell’Ispettorato dove inviare la comunicazione?

È quella individuata in base al luogo di svolgimento della prestazione. Se viene effettuata una comunicazione presso una sede diversa il committente potrà comunque comprovare l’adempimento dell’obbligo

N 16/2016 ARCHIVIAZIONE DIGITALE DELLE FATTURE ALLA PA

COMUNICATO 16/2016

ARCHIVIAZIONE DIGITALE DELLE FATTURE ALLA PA

Si ricorda che con l'introduzione della fattura elettronica obbligatoria verso la Pubblica Amministrazione nasce conseguentemente l'obbligo di archiviare in formato digitale le fatture elettroniche emesse.

SCADENZA DEL 31 DICEMBRE 2016

Entro tale data vanno archiviate con conservazione sostitutiva digitale, in base alle regole del decreto ministeriale 17/06/2014.

L'obbligo riguarda tutte le fatture elettroniche emesse nel corso del 2015. Per le fatture emesse verso il GSE (per il fotovoltaico), l'obbligo riguarda quelle emesse dal 21/09/2015.

La conservazione elettronica è una facoltà per le fatture non elettroniche mentre risulta un obbligo per quelle elettronico. Non risulta quindi ammesso procedere con la stampa della fattura elettronica e con l'archiviazione cartacea.

MODALITA' DI ARCHIVIAZIONE

La conservazione sostitutiva consente di archiviare con un orizzonte temporale di anni documenti in formato elettronico. Questa modalità di conservazione prevista dalla legge richiede di osservare alcuni passi fondamentali. Il formato dei file delle fatture innanzitutto deve essere con estensione xml e nel caso di fattura attiva deve essere un file sempre generato da un sistema informativo. Sul documento elettronico da conservare deve essere apposta la firma digitale. Al documento elettronico deve poi essere associato un subset di dati che consenta di indicizzare il documento (n°fattura, p.iva etc..)

La singola fattura entrerà poi a far parte di un lotto di conservazione. All'interno del lotto deve essere garantita la cronologia e la continuità. Il lotto di conservazione, infine, dovrà essere marcato temporalmente e firmato digitalmente dal responsabile della conservazione sostitutiva.

Una volta completato questo percorso i lotti vengono conservati secondo le durate previste dalle disposizioni normative (per le fatture 10 anni).

SANZIONI PER ERRATA O MANCATA CONSERVAZIONE DELLE FATTURE ELETTRONICHE

La sanzione attinente alla non corretta conservazione delle fatture elettroniche per chi non tiene o conserva, secondo le prescrizioni, le scritture contabili, i documenti e i registri previsti dalle leggi in materia di II.DD. e IVA è di carattere amministrativo e calcolata su base annua da euro 1.032,91 a euro 7.746,85.

CONSIGLIO AI CLIENTI

E' di tutta evidenza che sia il processo di creazione sia l'archiviazione negli anni risultano essere processi alquanto delicati. Si consiglia quindi di delegare all'esterno tali procedure avvalendosi di strumenti, software o società in outsourcing.

Per coloro che utilizzano per la creazione delle fatture elettroniche sistemi in outsourcing (esempio sistema Docfly PA di Aruba o sistema Infocamere della Camera di Commercio) non hanno alcun problema in quanto questi web services di creazione delle fatture prevedono già la conservazione in automatico.

Si consigliano i nostri clienti di verificare bene il software utilizzato nella creazione della fatture elettroniche e di contattare il fornitore del software per accertarsi che sia prevista anche la conservazione oltre all'emissione delle fatture elettroniche.

Se così non fosse si consiglia di utilizzare per la conservazione i servizi Aruba.

Il sistema di conservazione è il medesimo utilizzato per l'emissione delle fatture (sistema docfly) e permette di caricare fatture elettroniche (in formato . xml) all'interno della procedura. Il costo del servizio è di euro 25 oltre iva all'anno per 1GB di spazio di archiviazione.

Verona 01.11.2016

Distinti salutiDott. Gianni Gottardelli
Studio Donato - Gottardelli Dottori commercialisti associati
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N 15/2016 VOUCHER COMUNICAZIONE OBBLIGATORIA E INDIRIZZO EMAIL UFFICIALE

COMUNICATO n. 15/2016

Voucher comunicazione obbligatoria e indirizzo email ufficiale.

L’Ispettorato Nazionale del Lavoro – INL con la circolare n. 1 del 17 ottobre 2016, ha fornito le indicazioni operative per adempiere i nuovi obblighi di comunicazione per il lavoro accessorio (Cfr circolare di Studio 23/2016).

In particolare dal 8 ottobre 2016 almeno 60 minuti prima dell’inizio della prestazione lavorativa:

gli imprenditori non agricoli e professionisti devono comunicare, alla sede competente dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro, mediante sms o posta elettronica, i dati anagrafici o il codice fiscale del lavoratore, nonché il luogo di lavoro e il giorno e l’ora di inizio e di fine della prestazione

L’INL chiarisce che l’unica modalità per adempiere all’obbligo di comunicazione è quella dell’invio della e-mail al solo indirizzo di posta elettronica appositamente creato per ciascuna sede territoriale dell’Ispettorato, nello specifico per Verona l’indirizzo email è Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo..

Si ribadisce che resta fermo il già previsto obbligo da parte del committente di dichiarazione di inizio attività nei confronti dell’INPS, da effettuarsi il giorno precedente all’inizio della prestazione.

 

SI RIEPILOGANO TEMPI, FORMA E CONTENUTO PREVISTI PER LA NUOVA COMUNICAZIONE OBBLIGATORIA (mail) LEGATA AI VOUCHER: (che non sostituisce ma si affianca alla comunicazione di inizio attività dovuta all’INPS)

La comunicazione dovrà essere singola ed individuale per ciascuna prestazione giornaliera di lavoro accessorio, (e quindi una mail per ciascuna persona)

- per gli imprenditori non agricoli e per i professionisti, dovrà essere inviata almeno 60 minuti prima dell’inizio della prestazione e dovrà riguardare ogni singolo lavoratore che sarà impegnato in prestazioni di lavoro accessorio e dovrà indicare:

nell’ oggetto della mail:

1) ragione sociale e codice fiscale/p.iva del committente

nel testo della mail:

1) i dati anagrafici o il codice fiscale del lavoratore;

2) il luogo della prestazione;

3) il giorno di inizio della prestazione;

4) l’ora di inizio e di fine della prestazione.

NON DOVRA’ ESSERCI NESSUN ALLEGATO, l’email dovrà essere stampata e conservata.

L’indirizzo e mail a cui inviare la nuova comunicazione obbligatoria relativa ai voucher è

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Ad oggi non risulta ancora attivo nessun numero di telefono specifico a cui inviare l’sms sostitutivo della mail, pertanto, si consiglia di inviare d’ora in poi la mail all’indirizzo riportato, e non considerare più il numero di telefono indicato nella precedente nostra circolare.

Si ricorda che la sanzione amministrativa per mancato invio della nuova comunicazione tramite email va da 400 a 2400 euro per ogni lavoratore per il quale è stata omessa la comunicazione.

Giova evidenziare che, invece, la “maxisanzione” per lavoro nero prevista dal Collegato Lavoro si applica in mancanza sia della comunicazione di inizio attività da inviare all’INPS, sia dell’omesso invio della e-mail di cui sopra.

N 14/2016 CANCELLAZIONE DAL VIES

COMUNICATO N. 14/2016

Cancellazione dal VIES

L'Agenzia delle Entrate ha comunicato che stanno per essere notificate 60.000 comunicazioni di cancellazione dal VIES.

Occorre premettere che l’iscrizione al VIES costituisce il presupposto indispensabile per essere identificati dalle controparti comunitarie come soggetti passivi IVA e, dunque, per qualificare correttamente le cessioni di beni o le prestazioni di serivzi come effettuate o ricevute da un contribuente italiano avente lo status di soggetto passivo IVA ai fini degli scambi intracomunitari.

Per cui l'iscrizione al VIES è obbligatorioa per poter effettuare cessioni/acquisti di beni o servizi intracomunitari.

Con riferimento ai soggetti che iniziano l’attività, l’intenzione di voler effettuare operazioni intraUE va espressa nell’ambito della dichiarazione di inizio attività, ossia:

  • nel quadro I, campo “Operazioni Intracomunitarie”, del mod. AA7 per i soggetti diversi dalle persone fisiche e del mod. AA9 per le imprese individuali e i lavoratori autonomi;

ovvero

  • nel quadro A, casella “C”, del mod. AA7 per gli enti non commerciali non soggetti passivi IVA.

Con riferimento ai soggetti già titolari di partita IVA l’opzione per effettuare operazioni intraUE va effettuata tramite l’apposita funzione resa disponibile nei servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate, direttamente (per i soggetti abilitati ad Entratel / Fisconline) ovvero tramite un intermediario abilitato.

In ogni caso la scelta ha effetto immediato. Infatti, il soggetto è iscritto al VIES al momento della richiesta della partita IVA ovvero della ricezione telematica della richiesta di iscrizione.

L'iscrizione tra le P IVA abilitate al VIES, e quindi autorizzate a compiere operazioni intracomunitarie, non è definitiva ma dall'elenco è possibile cancellarsi volontariamente o per disposizione d'ufficio dell'Agenzia delle Entrate.

Nel caso in cui la cancellazione sia richiesta dal soggetto interessato anche la revoca della scelta precedentemente espressa va comunicata utilizzando i servizi telematici.

Diversamente, nel caso in cui, la cancellazione dal VIES sia disposta d’ufficio a seguito del mancato invio di modelli Intrastat per 4 trimestri consecutivi, è previsto che:

  • l’Agenzia delle Entrate invia preventivamente un’apposita comunicazione al soggetto interessato;
  • la cancellazione dal VIES ha effetto dal 60° giorno successivo

A tal fine ai soggetti che non hanno presentato modelli Intrastat dal 1° trimestre 2015 sarà inviata, nei prossimi giorni, dall’Agenzia delle Entrate una specifica comunicazione di cancellazione dal VIES, con effetto dal 60° giorno successivo al ricevimento della stessa.

Il soggetto interessato a mantenere l’iscrizione al VIES può rivolgersi all’Agenzia delle Entrate per fornire:

  • la documentazione relativa alle operazioni intraUE effettuate;

oppure

  • adeguati elementi sulle operazioni intraUE in corso o da effettuare.

Merita sottolineare che la cancellazione dal VIES non pregiudica la possibilità di richiedere successivamente una nuova iscrizione nel momento in cui il soggetto dovrà effettivamente compiere operazioni intracomunitarie.