N 20/2019 PRESENTAZIONE MODELLO EAS 2019

COMUNICATO N. 20/2019

PRESENTAZIONE MODELLO EAS 2019

Scade il 1 aprile 2019 il termine per presentare il modello EAS da parte degli enti associativi che, nel corso del 2018, hanno subito variazioni per le quali è obbligatoria la relativa comunicazione.

Il modello EAS non va inviato per le variazioni riguardanti:

- i dati relativi all’ente (es. sede legale o denominazione);

- i dati anagrafici del legale rappresentante,

poiché tali dati sono già oggetto di presentazione obbligatoria del modello di variazione dati AA7/10.

Le istruzioni per la compilazione del modello EAS indicano che non sono da comunicare neanche le variazioni degli associati, degli introiti commerciali, delle erogazioni liberali, dei proventi da sponsorizzazioni e del numero dei giorni di raccolta fondi.

Il modello EAS va telematicamente inviato entro 60 giorni dalla costituzione dell’ente o da quello in cui si sono verificati i fatti che hanno comportato la perdita di non commercialità. Nel caso di variazione dei dati precedentemente comunicati occorre ripresentare il modello EAS annualmente entro “il 31 marzo (quest’anno entro li 1.4.2019) dell’anno successivo a quello in cui si è verificata la variazione”, utilizzando sempre lo stesso modello trasmesso esclusivamente in via telematica.

Con l’introduzione del Codice del Terzo settore (CTS) D.lgs. 117/2017 è stato previsto (art. 94 comma 4) che gli enti che transiteranno nel Registro unico nazionale del Terzo settore (RUNTS, art. 45 del CTS) non saranno più sottoposti all’obbligo di invio del modello EAS.

Ad oggi però il CTS non è entrato completamente in vigore ed il RUNTS non esiste per cui, per le variazioni verificatesi nel corso del 2018, gli enti obbligati dovranno presentare il modello EAS entro il 1 aprile 2019.

Per quelle che si verificheranno durante il 2019 andrà verificato se il RUNTS sarà già operativo, non sussistendo più l’obbligo in parola per gli enti iscritti (APS e OdV vi transiteranno automaticamente, ex art. 54 del CTS). Diversamente, l’obbligo resterà.

In caso di omessa presentazione del modello EAS è possibile presentare il modello EAS entro il termine di presentazione della prima dichiarazione utile mediante la remissione in bonis, pagando la sanzione minima di 250 euro (art. 2 comma 1 del DL 16/2012), purché la violazione non sia stata già constatata o non siano iniziati accessi, ispezioni o verifiche. Oltre il suddetto termine per la remissione in bonis, si potrà sempre inviare il modello EAS, ma i benefici varranno soltanto per le entrate successive alla data di presentazione (Circ. Agenzia delle Entrate n. 18/2018).

Verona 26.03.2019
Saluti
Dott. Alberto Donato
Studio Donato - Gottardelli commercialisti associati Via Dietro Filippini n. 24 37121 Verona Tel. 0458532113